Tecnologie Ottiche e Salute

Le tecnologie ottiche al servizio della salute

Negli ultimi anni abbiamo visto un’incredibile evoluzione nelle tecnologie ottiche applicate alla salute,alle fibre ottiche che oggi sono diventate lo strumento fondamentale per la diagnostica precoce del tumore e di altre patologie e per gli interventi chirurgici. 

La sottigliezza e la portata delle fibre ottiche permetterà di fare analisi di laboratorio in vivo e in vitro necessarie per rivelare la presenza di virus e batteri, ma anche di tumori. Lo studio attualmente al vaglio è molto promettente e targato Italia, un approfondimento lo trovate sul sito del Sole 24 ore. La fibra ottica permette di raccogliere una grande quantità di dati e informazioni con molta velocità soprattutto rispetto alle tecnologie comunemente utilizzate e ancora c’è molto da realizzare in termini scientifici. 

Attualmente le tecnologie ottiche sono anche già al servizio della diagnostica precoce del carcinoma mammario, evitando alle pazienti di sottoporsi a dolorose mammografie o raggi X. I settori in cui le tecnologie ottiche hanno fatto passi da gigante sono la cardiochirurgia, l’oncologia, l’urologia e l’oculistica. La fibra ottica, così come il laser, ha reso molto meno invasive le operazioni e le terapie, senza dimenticare che molti interventi chirurgici come l’asportazione di polipi e tumori dalle dimensioni ridotte può essere effettuata in endoscopia senza essere costretti a tagliare. 

La scienza continua a procedere in questo senso viste le enormi possibilità insite nelle tecnologie ottiche al servizio della salute. Chissà quante e quali saranno ancora le migliorie che questo tipo di tecnologia può ancora apportare, non ci resta che aspettare e scoprirlo. 

tecnologie ottiche al servizio dell’urologia

L’urologia è una delle branche della medicina che più si avvantaggia delle tecnologie ottiche: l’endoscopia (letteralmente vedere dentro) è una tecnica di esplorazione chirurgica che si avvale di strumenti di natura ottica. La tecnologia dietro questa metodica che ha rivoluzionato la storia della medicina occidentale si evolve con il tempo. I maggiori contributi iniziali furono dati dagli urologi di fine Ottocento, che crearono un cistoscopio a luce elettrica dall’ottica ritenuta per quei tempi davvero innovativa.

Vedere da fuori

Oggi la miniaturizzazione degli strumenti che consentono l’esplorazione del corpo umano avviene sfruttando tecnologie molto diverse, ad esempio la presenza di telecamere. Il cistoscopio tradizionale invece è ancora basato sul principio delle lenti che riflettono l’immagine fino all’esterno, attraverso un gioco di proiezionisimile a quello di un microscopio.

Sala operatoria HD

La cistoscopia classica – con strumenti flessibili o peggio ancora rigidi – è in una fase di tramonto. Gli interventi in laparoscopia più all’avanguardia avvengono inserendo dispositivi videoscopici molto sottili. Di solito sono realizzati sfruttando i vantaggi delle fibre ottiche, estremamente fini e sufficientemente flessibili.

Il sensore che acquisisce l’immagine è oggi in grado di ottenere fotogrammi con poco rumore (alterazioni dell’immagine) e a un numero elevato di pixel. I chirurghi possono visualizzare in tempo reale la ripresa della sonda attraverso schermi piatti ad alta definizione, nei quali l’ingrandimento è straordinariamente alto e la qualità pressoché perfetta.

Tre dimensioni in chirurgia

I risultati sono decisamente sorprendenti e operare attraverso l’ausilio del video può addirittura risultare più valido che a occhio nudo, dato l’ingrandimento elevato e visibile in tempo reale anche a un collega medico fisicamente lontano. Tuttavia l’uso degli strumenti videottici tradizionali – introdotti soltanto dagli anni ’80 – aveva un difetto indipendente dalla resa dell’immagine: la perdita di profondità.

L’ultima frontiera si è occupata proprio di questa mancanza, recuperando la tecnologia tridimensionale nata ben prima della videochirurgia e applicandola agli apparati in sala operatoria. La sperimentazione di queste tecniche ha dato esiti positivi, ad esempio cucire i punti di sutura risulta all’operatore più agevole in 3D.